Il biglietto da visita personale

Nonostante il loro uso sia diventato con il tempo sempre più dovuto ad esigenze legate alla vita lavorativa delle persone, i biglietti da visita professionali non hanno soppiantato del tutto quelli personali. Questi ultimi si distinguono dai primi nel fatto di non avere nessun interesse economico sotteso, ma nel rientrare nella sfera dei rapporti personali e del piacere e della cortesia insiti nel presentarsi. La sua forma e le sue dimensioni, nonché i caratteri da utilizzare per il contenuti, erano codificati in maniera rigorosa per tutto il XX secolo, dalle regole del galateo. Piccoli cartoncini di colore bianco con il nome posto al cento e stampato in corsivo nella famiglia dei caratteri inglesi. Presso alcune culture il biglietto da visita personale è ancora gradito accompagnatore della nostra persona. Ma in quali occasioni si usa? Per esempio per fare le veci di un telegramma in occasione di un lutto, o per rispondere ai biglietti di condoglianze ricevuti, per rispondere agli auguri di buone feste o di altro tipo, per accompagnare il dono di un mazzo di fiori o anche semplicemente – come nei suoi utilizzi originari – per annunciarsi al padrone di casa al momento in cui gli si fa visita.

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